Venne da me nel cuore della notte. di Michela Donvito

 ” Nocte intempesta nostra devenit domum

 

Gli appassionati di mitologia si saranno accorti, come me, quanto sia comune, sfogliando libri, o semplicemente ammirando alcune opere, di  leggere o osservare scene di rapimenti di donne seguite da stupro.
Gran parte dei miti greci sembrano concentrarsi sulla discendenza nata dallo stupro e solo di rado prendono in considerazione la conseguenza della violenza sulla donna che ne è vittima.
Il mito romano, invece, racconta con più realismo gli avvenimenti successivi: i Sabini combatterono i Romani per riprendersi le loro donne, ma la battaglia decisiva fu fermata dalle stesse donne rapite, che intervennero pregando le parti di non versare il sangue dei parenti dei propri figli.
In alcuni casi si può parlare di matrimonio per rapimento, un costume praticato ancora oggi da alcune culture tradizionali.
Di seguito, vi illustro, alcune storie tra le più significative (e lascio a voi le conclusioni)
persefone
persefone
Persefone era figlia di Demetra e Zeus (secondo un’altra leggenda di Zeus e della dea omonima del fiume infernale Stige). Venne rapita dallo zio Ade, dio dell’oltretomba, che la portò negli inferi per sposarla contro la sua volontà. Fu madre di Agrianome. Una volta negli inferi le venne offerta della frutta, ed ella mangiò senza appetito solo sei semi di melograno. Persefone ignorava però che chi mangia i frutti degli inferi è costretto a rimanervi per l’eternità.Ci sono diverse versioni del mito che la riguarda, ma la vicenda nelle sue basi narra che a causa della sua estrema bellezza attirò l’attenzione del dio Apollo. Dafne, però, rifiutò l’amore divino e cominciò a fuggire via lontano; Apollo la inseguì ma poco prima di raggiungerla, la fanciulla supplicò i genitori, il dio fluviale Ladone e la madre, la naiade Creusa di salvarla. Gli Dèi ascoltarono la preghiera ed ecco che, in un attimo, la poveretta si trasformò in una pianta.Antiope fu sedotta da Zeus che le si presentò con le sembianze di satiro. Quando si accorse di essere incinta, per sfuggire alle ire del padre, si rifugiò presso Epopeo il re di Sicione, dove ella partorì i due gemelli Anfione e Zeto. Nitteo morì di dolore, lasciando l’incarico di andarla a riprendere al proprio fratello Lico. Questi fece guerra a Epopeo, lo uccise, riportò Antiope prigioniera a Tebe e ne abbandonò i figli sul monte Citerone. Antiope venne incatenata e maltrattata dallo zio Lico e da Dirce sua moglie, ma riuscì un giorno a fuggire incontrando i figli che, a sua insaputa, erano sopravvissuti allevati da un pastore. Essi vendicarono la madre uccidendo Lico e Dirce. Dioniso per questo punì Antiope facendola impazzire. Fu poi risanata da Foco, figlio di Ornizione, che divenne suo sposo.La città di Troia fu conquistata dai greci, che le diedero fuoco, massacrandone i cittadini. I membri della famiglia reale si rinchiusero nei templi troiani, ma tutto ciò valse a poco. Priamo morì sull’altare del santuario ucciso da Neottolemo mentre Cassandra, rifugiatasi nel tempio di Atena, fu trovata da Aiace di Locride e stuprata sul posto. Trascinata via dall’altare, si aggrappò alla statua della dea, che Aiace, miscredente e spregiatore degli dei, fece cadere dal piedistallo.
andromaca
andromaca
Andromaca fu rapita e portata a Troia per dare un erede ad Ettore: era stata dunque costretta a sposarlo contro la sua volontà, ma col tempo se ne innamorò.
Europa era figlia di Agenore, re di Tiro, antica città fenicia. Zeus se ne innamorò, vedendola insieme ad altre coetanee raccogliere dei fiori nei pressi della spiaggia. Zeus allora inventò uno dei suoi molteplici travestimenti: ordinò a Ermes di guidare i buoi del padre di Europa verso quella spiaggia. Zeus quindi prese le sembianze di un toro bianco, le si avvicinò e si stese ai suoi piedi. Europa salì sul dorso del toro, e questi la portò attraverso il mare fino all’isola di Creta.
Zeus rivelò quindi la sua vera identità e tentò di usarle violenza, ma Europa resistette. Zeus si trasformò quindi in aquila e riuscì a sopraffare Europa in un boschetto di salici o, secondo altri, sotto un platano sempre verde. Questa narrazione è riprodotta sulle monete di conio greco da 2 €.Zeus, colpito da un violento amore per lei, volle violentarla ma la fanciulla fuggì e cercò asilo gettandosi presso il prezioso simulacro. Tuttavia a nulla servì poiché Zeus riuscì nel suo intento e rese incinta la giovane. Del sangue vaginale caduto, segno della perduta verginità, cadde sulla statua, profanandola. Adirata, la dea Atena, proprietaria del simulacro, scaraventò il Palladio e la stessa Elettra sulla terra. Oppure fu lo stesso Zeus, irato per l’opposizione di Elettra, a gettarla indignato sulla terra.Viene descritta come una donna bellissima, sorella gemella di Tebe. Zeus se ne invaghì, rapendola. Un altro mito narra di come Egina andando a caccia in un gelido giorno d’inverno, notasse un insolito fuoco che ardeva su di un monte, cui si avvicinò per scaldarsi, senza sospettare che nelle fiamme si celasse il Re degli Dei, Giove, il quale si svelò e violentò la fanciulla.
le sabine
le sabine
A Danae, figlia di Acrisio e Aganippe, era stato predetto che il figlio da lei partorito avrebbe ucciso Acrisio; allora il padre, temendo che la profezia si avverasse, la rinchiuse in una prigione dai muri di pietra. Ma Giove, mutatosi in una pioggia d’oro, giacque con Danae; da quell’amplesso nacque Perseo. Il padre, a causa dell’atto impudico, la rinchiuse insieme a Perseo in un cofano, che gettò in mare.
Rea Silvia, essendo una vestale e quindi vincolata al voto di castità, venne seppellita viva per ordine dello zio perché aveva violato il voto.
Tito Livio nel suo libro “Ab urbe condita” cita la storia di Lucrezia come esempio di virtù romana: violentata da Tarquinio Sestio, Lucrezia racconta il fatto al marito e al padre e, non volendo vivere nel disonore, si trafigge il cuore davanti a loro, mentre li esorta a dimostrare la loro qualità di uomini nel vendicarla.
Il Ratto di Polissena è una scultura di Pio Fedi collocata nella Loggia dei Lanzi a Firenze. Una interpretazione originale del personaggio di Polissena, come prototipo della bellezza indifesa, si trova nel romanzo Cassandra di Christa Wolfe. Nell’interpretazione dell’autrice tedesca la ragazza, costretta a cedere al rude Achille per non meglio precisate “ragioni di stato”, trascorre quel che le resta da vivere (prima di essere uccisa da Neottolemo) in una sorta di pazzia che tollera soltanto suoni bassi e luci sfumate.Il ratto delle Sabine è una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolte dalla leggenda.
donne vittima di violenza sessuale durante la guerra civile congolese
donne vittima di violenza sessuale durante la guerra civile congolese
Secondo la tradizione Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l’astuzia. Organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapisce le loro donne.

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