STORIA DI UN FANTASTICO SERIAL KILLER

STORIA DI UN FANTASTICO SERIAL KILLER

NASO ASSOLUTO

di Orietta Giulianelli


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L’annusamento, spesso ad occhi chiusi, mi accompagna da quando ho memoria di me. A tavola, quando ancora vivevo in famiglia, precedeva sempre il primo boccone ed anticipava nella mia mente la miscela di aromi e, direi, la consistenza del cibo. L’assaggio era, in realtà, qualcosa di cui avrei anche potuto fare a meno. E così, via via, i ricordi degli odori si sono depositati nella mia
memoria. L’odore del pane fresco spezzato con le mani – quello affettato ha un altro profumo -, l’odore di mia nonna, un misto fra naftalina e profumi del mercato, quello di mio padre fatto di libri e nicotina, l’odore di mia madre che resisteva in casa anche dopo parecchi giorni dalla sua morte. Il profumo delicato della testina di mia figlia…lo stesso che ” rubo ” ancora adesso, quando non se ne accorge, fra i suoi capelli di giovane donna. Insomma fra i miei sensi sicuramente l’olfatto la fa da padrone.
Non mi stupisce perciò leggere che ci sia qualcuno che ne faccia il suo mestiere.
I ” naso assoluto ” o, semplicemente i ” naso ” sono dotati di una fortissima memoria olfattiva che permette loro di individuare all’incirca tremila diversi odori, o sentori, contro il massimo di mille percepiti da una persona qualunque. Un recente studio condotto dall’Università di Lione, rivolta agli annusatori di professione, impiegati perlopiù nel campo della creazione di profumi, ha evidenziato che essi sono in grado di sentire un odore anche in sua assenza, semplicemente immaginandolo.
Secondo le stime dell’Ecole de Parfumerie di Versailles, un autorità nel campo, le persone dotate del “naso assoluto” sono meno di 500 in tutto il mondo e l’unica cosa che hanno in comune è l’allenamento, annusano molto e accuratamente.
Accanto infatti al talento naturale, il ” naso assoluto ” segue un percorso formativo molto lungo ed impegnativo presso strutture private e molto costose, quali soprattutto l’ ISIPCA di Parigi o la Scuola di Grasse, in Provenza.

Chissà come se la caverebbe un ” naso assoluto ” con l’odore di un corpo umano…

Ognuno di noi ha un suo proprio odore, inconfondibile e che ci rende unici. L’insieme delle sostanze olfattive di un individuo prende il nome di volaboloma ed è costituito da quanto secreto dalla pelle, dalle mucose, dalle ghiandole, dallo stomaco, dai genitali, dai polmoni ed anche dal cervello. Il volaboloma per quanto detto è variabile ed è un ottimo indicatore dello stato di salute e, probabilmente, dello stress. Quando ci si ammala il nostro odore cambia. Sembra che cambi non solo nel caso di patologie a carico degli organi interni, ma anche in presenza di malattie mentali ( l’odore dell’Alzheimer, l’odore della schizofrenia, ecc. ). Il volaboloma inoltre è un archivio di informazioni sull’individuo da cui proviene. Si pensi alla cute ( glabra o meno ), all’età, al sesso, all’etnia , all’alimentazione…e se esso contenesse anche informazioni su qualità precise di un essere umano, ad esempio sulla sua bellezza?….e se un ” naso assoluto ” fosse in grado di percepirle?

Ecco è arrivato il momento di presentarvi Jean Baptiste Grenouille, un serial killer fantastico e la sua missione nel ” fugace regno degli odori “.

Parigi, XVIII secolo, mercato del pesce. E’ estate e l’odore è insopportabile. Donne e uomini sporchi e sudati cercano di guadagnarsi la giornata offrendo la mercanzia. Le interiora dei pesci gettate in terra, le teste e le lische che si contendono cani randagi e topi, si confondono e si fondono in un putrido e scivoloso liquame. Questa è la “mangiatoia” su cui Jean viene espulso dal corpo della madre che taglia il cordone ombelicale con un coltello sporco di pesce… e lasciato lì a morire

foto2– “MADRI CHE NEGANO LA GRAVIDANZA E FECALIZZANO IL NEONATO :

sono madri che negano, in maniera prettamente isterica, la loro gravidanza vestendosi in modo da dissimulare agli occhi di tutti, di essere incinte; non richiedono cure mediche durante la gestazione nè in concomitanza del parto, che viene quindi eseguito in solitudine. Si tratta generalmente di giovani donne sole, che nell’immediatezza del parto uccidono o abbandonano (nelle discariche, nei bagni pubblici ) il figlio considerato un prodotto fecale, cioè un oggetto addirittura privo di umanità” –

Ma lui non è d’accordo. Vagisce con tutto il fiato che ha ed inspira quel fetore che sarà per lui una sorta di imprinting. Sbattuto in un orfanotrofio fra tanti figli di nessuno sopravvive e cresce in solitudine. A tredici anni viene venduto come uno schiavo ad un conciatore di pelli. Nella bottega comincia ad avvertire mille odori, riconosce a naso il tipo di pelle e tutte le sostanze necessarie per la concia. Riconosce anche l’odore della rabbia del padrone poco prima che si scagli contro di lui per punirlo.
Una sera, con un rotolo di pelli da consegnare, sotto il braccio, si avvia per i vicoli semibui. Giunto in Rue des Marais, all’improvviso, un odore dolcissimo, di pelle candida e lentigginosa, di capelli rossi avvolti in una cuffietta, di susine mature, ” …. di latte e seta “. É come incantato mentre segue quella ragazza. Quando lei si ferma e gli porge la frutta Jean libera la sua mano e la annusa, affondando il naso con passione nel palmo. Lei, sospettosa, si allontana ma per Jean è impossibile non seguire la scia del suo odore sino a raggiungerla sotto una tettoia.

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E’ incollato alla sua pelle sfiorandola con il naso…un rumore, la reazione della ragazza la mano di Jean sulla bocca di lei. Lo sbigottimento perchè lei non si muove più, è abbandonata, non ha più vita. Jean le toglie gli abiti e si avvicina al suo corpo, prima timidamente poi con sempre maggiore trasporto…. ” …non riusciva a comprendere come un essere

 

umano potesse emanare un odore tanto squisito…..E dunque, per la prima volta in vita sua, Grenouille non si fidò del suo naso e dovette chiamare in aiuto gli occhi per credere a quello che stava annusando…E annusò che era una persona ” . Le annusa le braccia, i seni, il ventre tocca la sua pelle e raccoglie il suo odore con le mani a coppa, quasi abbeverandosi ad una sorgente. ” …il suo sudore aveva un profumo fresco

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come la brezza del mare, il sebo dei suoi capelli dolce come olio di noce, il suo sesso come un mazzo di ninfee bianche, la pelle come fiori di albicocco….”. Annusa le proprie mani impregnate di quell’odore celestiale, il profumo della bellezza. Ha il fiato grosso e decide : imparerà a conservare questo odore , in modo da non doversene più separare.
Cercherà un maestro, il migliore ed imparerà.

Il nostro Jean uccide per caso. Si trova per avventura nell’omicidio. La morte è un evento non voluto nè previsto, pur se è innegabile che deumanizzi la vittima, che diventa per lui un oggetto. Non c’è una fase aurorale, ma c’è quella di puntamento. E’ assente quella totemica, almeno in questo primo omicidio, ed è, in questo stadio, confusa la missione che dovrà perseguire ed il modo con cui potrà realizzarla. Si nota un lunghissimo periodo di cooling off ( raffreddamento emotivo ) rafforzato dalla necessità di apprendere le tecniche di distillazione e conservazione dell’odore. –

Nel laboratorio del profumiere Baldini, Jean è un allievo solerte e determinato. La sua espressione è triste e lontana, è remissivo, ma mantiene spesso un lungo ed insistente contatto visivo con il maestro.

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Ottenuta la conoscenza, guidato da suo naso si mette in viaggio per la Provenza dove tutto è pulito e profumato di lavanda e tuberose. Durante il tragitto però avviene qualcosa. Si rifugia in una caverna dove sperimenta la sensazione di assenza di odori se non quello della ” pietra morta, dei licheni grigi e delle erbe disseccate “. Prende consapevolezza di essere ossessionato dagli stimoli olfattivi esterni, di esserne schiavo. Ma lì può finalmente riposare e ” si crogiola nella propria esistenza”. Sperimenta la solitudine estrema, che apprezza.

⁃ La asocialità è di frequente presente nelle tipologie di serial killer i quali spesso si sentono inadeguati al consesso sociale quando non sono affetti addirittura da un disturbo antisociale di personalità –

Si accorge inoltre, restandone terrorizzato, che dal suo corpo non promana alcun odore…piange, deducendo che , per questo, non era mai stato nessuno per gli altri…invisibile, trasparente.

Ripreso il suo cammino, arriva a Grasse in Provenza. Trova lavoro in un’impresa artigianale che estrae essenze dai fiori, destinate alla profumeria. E’ un lavoratore scrupoloso. E qui, a Grasse, in Rue Droite, il suo naso fiuta la ragazza più bella di tutte, Laure. ” Aveva la pelle di un bianco abbagliante. Aveva occhi verdastri, aveva lentiggini sul viso, sul collo e sul seno “. L’incontro con lei è quasi mistico, sottolineato da una musica solenne, sacra. ” Ah, voleva avere quel profumo…voleva staccarlo da lei come una pelle “. Finalmente vede qual è il suo compito, la sua missione. Dovrà catturare il profumo della bellezza…” Naturalmente come coadiuvanti, come nota di base, di centro e di testa, come aroma di punta e come fissatore non erano adatti nè il muschio, nè lo zibetto nè l’olio di rose, nè quello di neroli. Per un profumo simile, per un profumo umano, gli occorrevano altri ingredienti….” e si prepara allineando le bottigliette che dovranno contenerli.

Jean, pur se affetto da franca patologia psichiatrica, è senz’altro un serial killer organizzato. Vede lucidamente quale dovrà essere il percorso per raggiungere lo scopo e prepara meticolosamente tutto quanto è necessario per ottenerlo. Non lascia nulla al caso.-

⁃ ( …. continua )

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