Wellington Menezes :Il massacro di Realegno

Il massacro di Realengo

di Francine Arioza

La disperazione dei familiari delle vittime
La disperazione dei familiari delle vittime

Nel 7 aprile del 2011 dodici ragazzi  sono stati uccisi alla scuola brasiliana Tasso da Silveira nel quartiere di Realengo a ovest di Rio de Janeiro. È stato il più grande massacro di un istituto nel paese. Un ex studente chiamato Wellington Menezes de Oliveira di 23 anni è entrato nella scuola sparando agli studenti.
Dieci delle vittime erano ragazze. Tutti i morti erano di età compresa tra i 12 ei 14 anni. Oltre ai deceduti altri 11 ragazzi sono stati ricoverati in ospedale con ferite da arma da fuoco. Un studente è riuscito a scappare avvertendo la polizia così quando Wellington è stato circondato da quest’ultima si suicidò sparandosi alla testa.

Prima di praticare il crimine, Wellington ha registrato una serie di video alcuni sconnessi e confusi, ha spiegato le sue motivazioni incoraggiando altri a seguire il suo esempio. Fa citazioni religiose in un collage che includeva predicazioni neopentecostali e allusioni all’Islam.
Nelle foto pubblicate si lamentava di aver subito bullying quando studiava al Tasso da Silveira e che stava vendicando le umiliazioni subite.
“Sono stato picchiato, umiliato, ridicolizzato. La cosa che mi faceva più stare male era quando praticavano queste atrocità su di me e tutti intorno ridevano senza pensare ai miei sentimenti. Ciò che più mi infastidisce oggi è sapere che questo scenario viene ripetuto senza che nulla fosse fatto contro queste persone crudeli ” ha detto.
“La scuola e l’università sono luoghi di apprendimento e rispetto. Se avessero fatto qualcosa di serio per evitare, tutto ciò probabilmente quello che è successo non sarebbe successo. ”
Ha lasciato anche dei testi che parlavano della pianificazione, l’obiettivo di uccidersi dopo il massacro e le linee guida per la sepoltura, non poteva essere toccato da persone “impure” e donava alle istituzioni che si occupano di animali abbandonati la casa in cui viveva nella zona ovest di Rio. Lì che la polizia ha scoperto il materiale sequestrato per le indagini. La casa è stata vandalizzata con vernice spray dopo l’assassinio colletivo.
Nel giorno del massacro Wellington è arrivato a scuola un po’ prima delle otto del mattino ( In Brasile le lezioni iniziano alle 7), parlò con una funzionaria come se niente fosse, entrò dentro una sala e iniziò a sparare. Le ragazze sono state quelle più colpite alla testa e al torace, i ragazzi sono stati colpiti nelle braccia e nelle gambe. Il killer camminava da un lato all’altro nella sala tra i banchi prendendo di mira a lungo i ragazzi ignorando le loro richieste di non sparare. “Per l’amor di Dio non mi uccidere!”

L’assassino

Wellington: l'autore della strage
Wellington: l’autore della strage

Wellington non è stato cresciuto dai genitori ma è stato adottato alla nascita. Uno dei suoi quattro fratelli di creazione ha detto che la madre biologica di Wellington ha avuto problemi mentali e ha tentato di suicidarsi. Il killer di Realengo è stato descritto come una persona introspettiva da parte di coloro che lo hanno conosciuto, venendo a passare attraverso consultazioni con gli psicologi senza procedere con i trattamenti.
Secondo una delle sorellastra non aveva amici viveva davanti al computer e camminava “strano” “con la barba molto lunga”. Tempo prima del massacro aveva perso anche il lavoro perché non lo eseguiva più bene, con il tempo si è trovato senza amici, famiglia e lavoro.
Nella prima frase della lettera lasciata da Wellington nel luogo della tragedia ha ordinato che il suo corpo non fosse toccato da “impuri”‘ a mani nude.
“Solamente coloro che hanno perso la loro castità dopo il matrimonio e non sono stati coinvolti in adulterio mi possono toccare senza guanti.”
“I fornicatori o adulteri non possono avere un contatto diretto con me e tutto ciò che è impuro non può toccare il mio sangue”.
Infine ha chiesto di essere sepolto accanto alla madre adottiva nel cimitero Murundu, avvolto in un lenzuolo bianco.
“Quelli che si prendono cura della mia sepoltura dovrebbe prendere tutti i miei vestiti, lavarmi, asciugarmi e avvolgermi completamente nudo in un lenzuolo bianco.”

Nessun parente o persona ha manifestato interesse o dolore per la morte di Wellington così è stato sepolto come un indigente.



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