IL CANNIBALISMO TERAPEUTICO

“….quando il corpo umano è una fabbrica di medicine ”

di Orietta Giulianelli

 CINA, OSPEDALI SOTTO INCHIESTA” : VENDEVANO PLACENTA UMANA .

capsule di placenta  umana essiccata
capsule di placenta umana essiccata
I compratori a loro volta la rivendevano a ristoranti e a negozi di medicina tradizionale cinese.
LA VENDITA – Due uomini sono stati presi in flagranza dalla polizia mentre caricavano a bordo di un furgone grosse borse contenenti placenta, all’ingresso dell’Ospedale di Tongxu, nella contea di Kaifeng. I due hanno confessato di avere da anni messo su un commercio di placenta umana, per venire incontro alle numerose richieste. Molti cinesi infatti considerano la placenta una panacea per molte malattie, specie femminili, ma anche un rimedio efficace contro l’invecchiamento. Sembra che i due uomini acquistassero placenta da molti ospedali della contea di Kaifeng e della contea di Zhoukou, pagandola 30 yuan ( circa 3 euro ) a pezzo, per poi rivenderla a prezzi molto più elevati nelle province dell’Henan e dell’Anhui…..” 28/08/2010
in http://www.tg1.rai.it

 CINA: PLACENTA UMANA IN VENDITA ON LINE
Placenta umana-…-, il cui commercio è vietato in Cina, viene venduta on line sul sito cinese Tacibao.com, con prezzi che vanno da 50 a 450 yuan ( da 6 a 50 euro circa ).
La placenta umana viene comunemente utilizzata nella medicina tradizionale cinese per combattere alcune malattie come asma, disturbi mestruali ed impotenza. Secondo i dati riportati dallo Shangai Daily, sono moltissime le persone che acquistano placenta umana sul sito di e-commerce : alcuni venditori avrebbero dichiarato di procurarsi la placenta direttamente in ospedale, nei reparti maternità, grazie all’aiuto di medici ed infermieri conniventi. Sebbene si tratti di un’attività illegale, infatti, sembra che questi venditori abbiano fatto dei veri e propri accordi con gli ospedali per la fornitura di placenta, spesso aiutati da parenti o amici che vi lavorano all’interno. ” Mia moglie lavora come ostetrica in uno di questi ospedali – rivela Xu un venditore – questo fa sì che lei mi procuri solo placente provenienti da donne sane e quindi sicure “.-…..- La placenta è disponibile anche in capsule contenute in semplici barattoli; le placente fresche umane invece, non solo sono molto più care, ma devono anche essere ordinate con largo anticipo…”
in http://newnotizie.it/2011
Placenta umana pronta per il processo di essiccazione
Placenta umana pronta per lavorazione ai fini terapeutici
In Cina storicamente il consumo di carne umana ha avuto valenza terapeutica. Nel 1587 lo scrittore cinese Li Shizen, nel suo trattato di medicina tradizionale Ben Cao Gang Mu descrive le proprietà medicinali della carne umana enumerando ben trentacinque parti utilizzabili per la preparazione di farmaci, quali capelli, unghie, bile, carne, placenta, latte, ecc. Nella dinastia Tang alcuni figli devoti esercitavano la pratica detta Ko Ku che consisteva, nella maggior parte dei casi, nel tagliarsi una parte della propria coscia che, bollita veniva somministrata ai propri genitori malati per potenziare l’effetto delle medicine. L’ultimo caso documentato di Ko Ku risale al 1800 ed è menzionato da Korn, Radice e Hawes che così riportano nel loro libro ” Cannibali ” ( Mondadori, Milano, 2005 ) : ” Dopo l’abluzione e la preghiera, prese il coltello e lo puntò sulla linea in cui si trovano il fegato ed i polmoni. Il sangue sgorgò al primo taglio. Il secondo portò alla scoperto la gabbia toracica. Al terzo ed al quarto taglio si udì un suono cupo e al sesto raggiunse il cuore. Seguendo il cuore a tastoni trovò i polmoni e poi il fegato. A questo punto era quasi svenuto per il dolore lancinante. Dopo essersi riposato un momento, chiamò la moglie e le disse di cucinare velocemente il fegato e di servirlo alla madre. Non sapendo di cosa si trattasse, la madre lo mangiò tutta contenta e guarì “.
In tempi relativamente recenti un’indagine giornalistica ha denunciato la pratica di infantifagia , sostenendo che in Cina esistano luoghi dove sia possibile acquistare feti umani per cibarsene a fine terapeutici. Il caso scaturì dalla divulgazione di immagini esplicite in tal senso che nella realtà, sembra, altro non fossero che “opere d’arte” di un fotografo taiwanese.
Al momento non esistono riscontri certi su questa circostanza e pertanto la notizia và considerata con la dovuta prudenza. Certo è però che nel 1995 alcuni giornalisti dell’East Week svolsero un’indagine presso le strutture ospedaliere più sospette ottenendo risultati sorprendenti.
Il sette marzo una giornalista entrò nella clinica Shenzhen Health Centre for Women and Children e, fingendosi malata, chiese al dottore un feto. Il medico le rispose che al momento non ve ne erano a disposizione ma invitandola a riprovare in un altro momento. Tornata dopo qualche giorno si vide portare dal medico un contenitore di vetro pieno di feti delle dimensioni di un pollice ciascuno. Glieli offrì dichiarando : ” Ci sono dieci feti qui dentro, tutti abortiti questa mattina. Puoi prenderli. Siamo un ospedale statale e non c’è da pagare niente. Abitualmente noi dottori ce li portiamo a casa per mangiarli. Ma tu non sembri stare molto bene. Puoi prenderli.” ( in www.heretical.com/cannibal/china.html ) . Poi fu la volta dello Shenzen People’s Hospital dove fu richiesto del denaro in cambio. Al di là dell’aspetto più prettamente commerciale , furono raccolte testimonianze sull’effettivo utilizzo dei feti umani a fini terapeutici e pareri medici a conforto delle presunte capacità nutrienti e curative di tale “alimento”. Un intervistato di Hong Kong dichiarò di aver mangiato zuppe di feti, dietro consiglio medico, per curare i suoi problemi di asma e di aver trovato reale giovamento. Zou Qin giovane donna di Hubei dichiarò che grazie a tale “dieta” la sua pelle manteneva un perfetto stato…” andrebbero sprecati se non li mangiassimo…Le donne che vengono ad abortire non voglione quei feti, inoltre, quando li mangiamo sono già morti. Non è che portiamo avanti aborti per mangiare feti” ( ibidem ). La dottoressa Yang, intervistata sulle proprietà curative della pratica dichiarò ” Possono renedere la pelle più morbida. Quando lavorarvo in un ospedale militare a Jiangti, spesso mi portavo dei feti a casa. Erano rosa con mani e piedi. Generalmente compravo del maiale per fare la zuppa e vi aggiungevo i feti. So che sono essere umani e l’idea di mangiarli sembra disgustosa, ma in quel periodo era un’abitudine diffusa”          ( ibidem ) ; e ancora il Dottor Warren Lee, Presidente della Hong Kong Nutrition Association dichiara : ” Nutrirsi di feti è parte della medicina tradizionale cinese ed un’abitudine profondamente radicata nel folklore cinese. Dal punto di vista nutrizionale, un feto è ricco di proteine e grassi e di minerali contenuti nelle ossa..” ( in ” Hong Kong Eastern Express “, 12 aprile 1995 ).
L’inchiesta dell’ ” East Week ” non fu l’unica, seguirono quelle di altre testate giornalistiche orientali, quali il ” Kyoto News Service ” ed il ” Japan Economic New-swire ” ed il caso fece un tale scalpore da costringere il Governo Cinese a pubblicare nel 2001 una smentita ufficiale di tale pratica.
Difficile avere certezze, ma che l’utilizzo della carne umana a tal fine sia sopravvissuto a distanza di centinaia di anni sembra confermato se si pensa alla petizione avanzata nel 2006 dal Congresso Americano al Presidente della Repubblica Popolare Cinese volta a vietare l’utilizzo dei cadaveri ( in particolare dei reni, bulbi oculari e polmoni ) dei detenuti condannati a morte a fini medicinali.
dosi confezionate di placente essiccata
dosi confezionate di placenta essiccata
Nessun dubbio appare invece esistere sulla pratica della placentofagia e non solo, questa volta, con appannaggio esclusivo della medicina tradizionale cinese ( Ziheche nella lingua locale ), ma anche nel mondo occidentale, incoraggiata da alcune correnti della New Age nell’ambito delle cure olistiche ed alternative anche a seguito dell’osservazione del mondo animale in cui anche gli erbivori mangiano la loro placenta subito dopo il parto. Così sul web si osannano le pretese proprietà curative della placenta umana ( ricca di ormoni, proteine, sali minerali e prostaglandine ) che, mangiata o bevuta dalla puerpera le donerebbero sollievo nel superare i ” morsi uterini “, avrebbe poteri antinfiammatori ed anti-invecchiamento, favorirebbe la produzione del latte, migliorerebbe il sistema immunitario e, addirittura agendo come psicofarmaco naturale, scongiurerebbe il fenomeno della depressione post-partum e conseguentemente favorirebbe l’instaurarsi di un sano rapporto psicologico con il neonato. Mentre si sostiene che anche nelle nostre campagne in un tempo non troppo lontano si usava preparare un brodo di placenta e pollo per dare forza alla puerpera (!) sembra che anche nel Regno Unito, nella California del Nord , in Australia ed in Giappone ci sia chi festeggia la nascita di un bambino offrendo ai parenti stretti un pasto con la placenta per cucinare la quale esistono sul web innumerevoli ricette che spaziano dalla ” Placenta piccante all’australiana ” al ” Sashimi di placenta ” alla ” Placenta con broccoli “….cercare per credere! La placenta fresca può anche essere consumata frullata con l’aggiunta di succo di arancia e dolcificata con zucchero o miele.
Claudia Galanti con il suo frullato
Claudia Galanti con il suo frullato
Questa sembra sia stata la scelta di Claudia Galanti che, a pochi giorni dalla nascita della sua terza bambina, Indila Carolina Mimran, si è fatta fotografare nell’atto di sorbire il “frullato” nonché di Tom Cruise che sembra abbia approfittato della stessa bevanda  dopo l’ultimo parto della compagna Katie Holmes.. Nicole Kidman invece sembra abbia preferito fare tutto da sola…Per evitare sovradosaggi la placenta può anche essere essiccata e/o liofilizzata e posta all’interno di capsule che la neo-mamma può utilizzare al momento del bisogno.

 

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