Si può sopravvivere all’orrore?

 

Famiglia Fritzl: ieri ed oggi.

di Michela Donvito

Josef FritzlNel 1982 avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall’autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da fare.
(Elizabeth)

Il Caso Fritzl è, senza dubbio, uno dei più agghiaccianti fatti di cronaca nera venuti alla luce in questi anni. Lo scenario dell’orrore avvenne nel 1984 ad Amstetten, una cittadina austriaca, quando Elisabeth Fritzl venne rinchiusa in un bunker costruito dal suo stesso padre, l’ingegnere Josef Fritzl, nel seminterrato di casa sua e lì fu tenuta prigioniera per ben 24 anni. In tutto questo tempo, subì continue violenze da parte dell’uomo, e dal frutto di queste nacquero, tra il 1989 e il 2002, ben sette figli. Uno di loro morì entro l’anno della nascita, tre vennero adottati dal padre/nonno e vissero nella sua casa, al piano di sopra, ignari della presenza della madre e degli altri fratelli all’interno del bunker al piano di sotto fino al giorno della loro liberazione.
Il fatidico 28 agosto 1984, Josef Fritzl e la moglie Rosemarie denunciarono la fuga della figlia Elisabeth di 18 anni con una setta. In realtà il padre l’aveva rinchiusa in uno scantinato senza luce sotto casa. Per sei mesi la tenne legata ad un letto e la costrinse a scrivere una lettera chiedendo di non cercarla. Nel 1993 un bebè di nove mesi venne lasciato davanti alla porta di casa dei Fritzl con un biglietto in cui Elisabeth prega di occuparsi di lui. La stessa cosa successe con altri due bambini di 10 e 15 mesi nel ’94 e nel ’97. In tutto Elisabeth ebbe sette figli dal padre, di cui uno morto poco dopo la nascita nel ’96, e bruciato da Fritzl in una caldaia. Altri tre vissero nel bunker sotto terra senza mai vedere la luce del sole. Il 19 aprile 2008 la figlia maggiore dell’incesto, Kerstin, fu portata in gravi condizioni da Fritzl all’ospedale di Amstetten. Afflitta da sintomi misteriosi, i medici lanciarono un appello, tramite i media, alla madre chiedendole di mettersi in contatto con loro per salvare la figlia. Fritzl decise, dunque, di liberare Elisabeth e i due figli rinchiusi.

“Kerstin – raccontò Elisabeth – stava molto male da giorni. Io lo supplicavo (il padre, ndr) di fare qualcosa. Ha accettato di chiamare un medico perché a un certo punto sembrava morta”. Dai verbali emerse che la ragazza, per la prima volta, fu portata in superficie dopo 19 anni. Anche Elisabeth, da un quarto di secolo, non usciva dalla cella sotterranea. “L’ho aiutato a portarla su – dichiarò agli agenti – e l’abbiamo adagiata su un divano. Dietro la porta ho sentito delle voci. Mia madre, i miei figli che vivevano sulla terra, parlavano sottovoce. Mi è parso che capissero cosa stava succedendo. Non ho avuto il coraggio di chiamarli. Poi mi ha riportato di sotto”.
Il giorno dopo Fritzl pretese che Elisabeth scrivesse una lettera ai medici dell’ospedale di Amstetten. Grafia e forma elementari: “Aiutatela, non è mai stata nella clinica. Ha molta, molta grande paura degli estranei”. Josef capì che questa volta potreva essere scoperto. Per l’ultima volta minacciò un massacro: “Promise che se gli fosse successo qualcosa di brutto – raccontò ancora Elisabeth – non saremmo più usciti dalla cantina”. Il 26 aprile la polizia fermò Fritzl e la figlia, che denunciò tutto. Solo il padre conosceva la combinazione delle tre porte elettroniche che introducono nella gabbia. Ma anche dopo il fermo, fino a mezzanotte, per ore Fritzl negò l’esistenza di un rifugio segreto: “Quella donna dice fantasie. Inventa le cose”. Ma Elisabeth insistette: “Se non vedono me e Kerstin i miei due figli là sotto si disperano”.
Mise a verbale la polizia: “Si convince a farci entrare solo quando lo informiamo che stiamo per sfondare muri e pavimento“. L’uomo capì che era tutto finito.
Lui fu arrestato, le vittime portate in una clinica psichiatrica, dove trascorsero diversi mesi, e dove furono ospitate anche durante il processo.
Per gli investigatori l’uomo è un “allucinante perfezionista, capace di realizzare un’opera grandiosa”. Per 15 anni, tra il 1978 e il 1993, aveva continuato ad ampliare e ristrutturare la prigione. Due porte, da mezza tonnellata, erano di cemento armato. Per accedere alla tana, ampliata da 35 a 55 metri quadri dopo la nascita del quarto figlio, se ne dovevano aprire otto. Secondo gli psichiatri, nei confronti dei familiari-vittime Fritzl manifestava “un amore infinito e un odio spietato”. “Scatena sadismo e aggressività – spiegarono i criminologi – sete di dominio sugli altri. Ogni violenza serve a colmare un buco interiore, invece lo allarga”. Per il capo dell’inchiesta, Franz Polzer, la famiglia segreta doveva riprodurre quella ufficiale, andata presto distrutta. Un agente gli chiese perché avesse rapito, segregato e stuprato proprio quella figlia. “Era la più bella – dice Fritzl – però mi aggrediva sempre. Minacciava di denunciarmi”.
Il 27 aprile il caso venne reso noto dai media locali, facendo, in poche ore, il giro del mondo. Fritzl spiegò agli inquirenti come si accedesse al bunker di circa 60 mq, in quattro stanzette, col soffitto di 170 cm nel punto più alto. Una perizia di ottobre 2008 gli attestò capacità di intendere ma gravi disturbi di personalità. Gli investigatori lo descrissero come un “allucinante perfezionista, capace di realizzare un’opera grandiosa”, per il suo avvocato era “un uomo distrutto”.
Il 13 novembre fu incriminato per omicidio, riduzione in schiavitù, sequestro di persona, stupro, coercizione, incesto.

FritzlCosa è successo dopo, quando queste povere anime, violentate nel corpo e nello spirito, sono uscite dall’inferno? Si può sopravvivere a un simile orrore?

Dopo essere stati presi in cura , Elisabeth, i figli superstiti e la madre furono alloggiati in una clinica locale, protetti dall’ambiente esterno e ricevendo cure mediche e psicologiche. A tutti i membri della famiglia sono state offerte nuove identità. Berthold Kepplinger, capo della clinica in cui sono stati trattati Elisabeth e i suoi figli, ha detto che per loro era necessaria un’ulteriore terapia per aiutarli ad adattarsi alla luce dopo anni di semi-oscurità. Avevano bisogno anche di un aiuto per abituarsi a vivere con tutto lo spazio in più che ora avevano in cui muoversi. Nel maggio 2008, un poster creato a mano da Elisabeth e dai suoi figli è stato proiettato nel centro della città di Amstetten. Il messaggio conteneva un ringraziamento a tutta la popolazione locale per il suo supporto:
“Noi, tutta la famiglia, vorremmo cogliere l’occasione per ringraziare tutti voi per il sostegno per il nostro destino. La vostra compassione ci aiuta molto a superare questi momenti difficili e ci mostra che ci sono anche persone buone e oneste qui, che realmente si preoccupano per noi. Ci auguriamo che presto ci sarà un momento in cui possiamo trovare la via del ritorno e una vita normale.”
Kerstin si riunì con la sua famiglia l’8 giugno 2008, quando fu svegliata dal coma indotto artificialmente.
È stato rivelato che Elisabeth e i suoi figli erano più traumatizzati di quanto si pensasse. Durante il ricovero, Kerstin si strappò i capelli a ciuffi e Stefan non poteva camminare correttamente perché, a causa della sua altezza, era costretto a chinarsi per camminare in cantina. È stato anche rivelato che eventi quotidiani normali, come l’oscuramento delle luci o la chiusura di porte, immergono Kerstin e Stefan in attacchi di panico e ansia. Gli altri tre figli di Elisabeth, invece, che sono cresciuti al piano di sopra, provavano una forte rabbia e del grande risentimento. Elisabeth, invece, era fortemente sconvolta per la passività della madre Rosemarie.
famiglai fritzl1Dopo il processo, Elisabeth e tutti i figli furono spostati in un villaggio nel nord dell’Austria, in cui vivono tuttora in una casa-fortezza. I bambini “del piano superiore”, hanno conosciuto tutta la verità e gli abusi che gli altri hanno ricevuto dal loro padre durante la loro infanzia, e “i bambini del piano di sotto” convivono con le conseguenze dovute alla loro privazione a un normale sviluppo e alla mancanza di aria fresca e di sole durante l’infanzia e con l’abuso che hanno ricevuto. Tutti i bambini potrebbero eventualmente avere problemi genetici comuni ai figli nati da una relazione incestuosa. Anche se Elisabeth si dice che sia allontanata da sua madre, Rosemarie, permette che i figli che sono cresciuti in casa di Josef e Rosemarie, le possano far visita regolarmente nel piccolo appartamento dove vive.
Secondo un articolo del marzo 2010 pubblicato su The Independent, Elisabeth Fritzl ei suoi figli stanno recuperando molto bene, nonostante le vite difficili che hanno sopportato per tanto tempo. Secondo la sorella di Fritzl, Christine, Elisabeth è felice di poter fare la spesa la spesa da sola, di fare docce frequenti, e ha superato il suo esame di guida senza difficoltà. Tutti i figli di Elisabeth hanno sviluppato rapporti l’uno con l’altro, e lentamente tutti stanno riconoscendo Elisabeth come loro madre. Ai ragazzi piace stare all’aria aperta, giocare ai videogiochi, e passare il tempo con la madre e la nonna. Nonostante il loro difficile rapporto, Elisabeth e sua madre Rosemarie hanno iniziato a parlare tra loro e Elisabeth ha riferito di aver perdonato sua madre per aver creduto alla storia di suo padre.
Il 28 giugno 2013, gli operai riempirono la cantina della casa Fritzl con del calcestruzzo.

Oggi Kerstin, 25 anni ama la musica e la moda, studia con un professore privato e ha un fidanzato.

Stefan, 24 anni, studia con sua sorella e sogna di diventare capitano marittimo.

Felix di 12 anni ha dimenticato i suoi primi 6 anni di vita. Frequenta la scuola locale e i compagni ignorano il suo terribile passato.

A loro si sono uniti anche i 3 fratelli che hanno vissuto, ignari, al piano di sopra cresciuti dalla nonna Rosemary e dal nonno mostro: Lisa Monika Alexander 18, vuole diventare ingegnere.

Joseph Fritzl vive in isolamento e sta scivolando nella demenza. Trascorre gran parte del tempo guardando la tv. Di tanto in tanto sente le urla e gli insulti a lui rivolti dagli altri altri prigionieri. All’inizio della prigionia, tra il 2009 e il 2010, inviava alla figlia Elizabeth lettere patetiche nelle quali chiedeva perdono e talvolta persino…soldi e tentava di convincere la moglie Rosemary a non divorziare.

Rosemary è stata giudicata innocente perché all’oscuro di tutto. La donna con lieve ritardo mentale, credeva a tutte le bugie dell’uomo. Subito dopo la terribile scoperta, trascorreva giornate nel famigerato sotterraneo a piangere e a disperarsi. Nonostante anche  lei sia una vittima, la strada della riconciliazione con la figlia procede a rilento m a regolare. I nipoti l’adorano.

A Elizabeth è stata data la casa e una buona pensione. Fino a oggi ha sempre rifiutato di scrivere un libro nonostante le offerte milionarie. Lei desidera solo pace per la sua famiglia. All’inizio i rapporti non sono stati facili ma quando i figli del “piano di sopra” hanno incominciato a chiamare Elizabeth “mamma”, allora lei ha capito l’Amore aveva vinto.

 Tutti i diritti sono riservati all’autrice

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