Cronache d’altri tempi

La storia di Bianca e Francesco

di Michela DONVITO

Bianca Cappello
Bianca Cappello

Quella di bianca e Francesco è una storia d’amore, intrighi e passioni ancora oggi carica di inquietanti misteri, ma andiamo molto indietro nel tempo. Andiamo a Firenze, nel lontano 1564. Bianca Capello, è veneziana, bellissima ma è già sposata ed è la donna che occuperà il cuore di Francesco I de’ Medici che se ne innamora follemente e nonostante sia sposato anche lui, fa costruire per lei un Palazzo, al numero 26 di Via Maggio nel quartiere di Oltrarno a Firenze, nella posizione più vicina possibile alla residenza granducale di Palazzo Pitti, a un solo un isolato di distanza da lui. Ogni notte il Granduca si reca dalla sua dall’amante.

Entrambi sono frustrati dai loro matrimoni: Francesco non ama il carattere della moglie ed è con lei perché non riesce a dargli un erede maschio (dai due nacquero ben sei femmine consecutive), mentre Bianca è delusa dal tenore di vita modesto che il marito le poteva garantire. Nel 1572, in circostanze misteriose, il marito di Bianca, Pietro Bonaventuri viene assassinato in strada, mentre Giovanna D’Austria, la moglie di Francesco I, muore prematuramente nel 1578 cadendo dalle scale. Pochi mesi dopo le morti improvvise dei rispettivi coniugi, Bianca e Francesco si sposano. Bianca è odiata dai fiorentini, che la accusano di stregoneria, ed è anche detestata dalla stessa famiglia de’ Medici, soprattutto dal fratello di Francesco, il potente cardinale Ferdinando. Nel 1582 muore il tanto atteso figlio maschio Filippo e Bianca sente la sua posizione in difficoltà, cerca, quindi, di far passare Antonio come suo figlio (il quale si dice sia nato dalla relazione illegittima di Francesco con una sua serva) Bianca è consapevole del fatto che, senza un erede maschio, l’eventuale morte di Francesco l’avrebbe fatta bandire da corte senza nessuno scrupolo. La vera genealogia di Antonio ancora oggi non è mai stata chiarita ed è oggetto di coperture e intrighi di corte fin dall’epoca, per cui non si sa se fosse stata una macchinazione di Bianca o una macchinazione dei Medici che volevano escludere Filippo dalla successione facendolo passare per figlio illegittimo. Il vero mistero, però, durato più di quattro secoli ha inizio quando, la sera dell’8 ottobre 1587, i due coniugi cominciano a sentirsi male, hanno vomito e febbre alta e dopo alcuni giorni di agonia entrambi muoiono, senza che l’uno venga a sapere della morte dell’altra: Francesco muore nella villa di Poggio e Bianca gli sopravvive di sole dieci ore.

Francesco de medici il presunto assassino
Ferdinando de Medici il presunto assassino

La documentazione lasciataci dai medici di corte Pietro Cappelli riporta il decorso dell’improvvisa malattia: “Nei giorni 6, 7 e 8 ottobre 1587 il granduca si strapazzò moltissimo andando a caccia nella tenuta circostante la sua villa di Poggio a Caiano, un’area agricola coltivata a risaia, ambiente malarico per eccellenza. La sera dell’8 Francesco si sentì male: febbre violenta accompagnata da vomito incoercibile, seguiti da insonnia e irrequietezza. Il 9 ottobre la febbre persistette tutto il giorno innalzandosi verso sera. Il giorno 10 i medici diagnosticano una febbre malarica terzana, pertanto Francesco viene sottoposto a un primo salasso. Nella notte fra il 10 e l’11 il granduca si sentì meglio e riprese le sue attività. Il 12, 13 e 14 ottobre Francesco fu nuovamente in preda a violenti brividi causati da febbre elevata, cui si accompagnò un’intensa sudorazione che durò tutta la notte. Le sue condizioni migliorarono leggermente il 15. Il 16 e 17 ottobre il granduca si aggravò: ancora febbre alta, sudorazione profusa, vomito incoercibile, secchezza delle fauci, stitichezza e irrequietezza crescente. Il 18 sembrò nuovamente migliorare e gli furono praticati due salassi. La mattina del 19 ottobre Francesco I si confessò e dettò le ultime volontà; nel pomeriggio la febbre s’innalzò di nuovo, accompagna-ta dapprima da grande irrequietezza, cui seguirono una forte astenia e la perdita di coscienza due ore prima della morte. Correva l’anno 1587 e Francesco aveva 46 anni. Quasi in contemporanea si era ammalata anche Bianca Cappello e i medici di corte, seppur in modo meno dettagliato, ne descrivono la malattia come molto simile a quella del coniuge: la stessa notte del 9 ottobre la granduchessa si sentì male, colta da un violentissimo attacco di febbre, e da allora fu febbrile con una sintomatologia uguale a quella del marito. Morì il 20 ottobre 1587 a 39 anni.” Il primo sospetto fu che fossero stati avvelenati dal cardinale Ferdinando.
Ferdinando era amante delle belle donne e la tonaca porporata gli stava decisamente stretta. Pare che avesse perso la testa per la bellissima Clelia Farnese, figlia del suo acerrimo nemico il grancardinale Alessandro. Alla morte di Francesco I, Ferdinando salì al trono di Tosca-na, ebbe una sposa legittima e molte amanti, ma non ebbe Clelia che non cedette mai alle profferte del potente granduca. In seguito alla pubblicazione di uno studio del tossicologo Francesco Mari, dopo secoli di illazioni su questa vicenda, l’ipotesi dell’avvelenamento ritorna prepotentemente alla ribal-ta: in un articolo della rivista British Medical Journal, lo stesso afferma di aver trovato prove a supporto della tesi dell’arsenico. Il suo studio, si basa sull’analisi di alcune formazioni pilifere trovate sul teschio di France-sco e sull’esame dei visceri dei defunti granduchi. Dopo l’autopsia, i resti della coppia erano stati conservati in alcuni vasi all’interno della chiesa di Santa Maria a Buonistallo. L’analisi tossicologica delle viscere avrebbe rivelato la presenza di arsenico, e lo studio del DNA antico avrebbe consentito di attribuire le viscere proprio al corpo di Francesco I. Ma queste affermazioni suscitano alcune perplessità in ambito accademico e, su un numero successivo della stessa rivista, compaiono delle contestazioni da parte del professor Gino Fornaciari (Università di Pisa) e della professoressa Laura Ottini (Università di Roma “La Sapienza”): La concentrazione di arsenico potrebbe essere spiegata dai metodi usati per trattare e conservare le viscere, metodi che preve-devano l’impiego di composti a base di arsenico.

 I resti di Francesco I recuperati nella chiesa di S.Maria Buonistallo
I resti di Francesco I recuperati nella chiesa di S.Maria Buonistallo

DNA analizzato dunque, potrebbe essere legato a contaminazione accidentale da parte degli operatori o della flora batterica. Il Professor Fornaciari riprende a indagare da quella fatidica giornata di ottobre che segna l’inizio dell’agonia del granduca e nel 2009 le analisi condotte dal Laboratorio di Parassitologia della Facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Torino ripropongono la tesi della morte per malaria. L’esame dei campione di tessuto osseo spugnoso estratto dallo scheletro del granduca è risultato positivo per la ricerca delle proteine del Plasmodium falciparum, l’agente causale della malaria.
A distanza di quasi cinque secoli, la Scienza sembra scagionare definitivamente Ferdinando dall’accusa infamante: fu il Plasmodium falciparum il vero “killer”.

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