Criminologia – La Volontà di Potenza

Criminologia

Deliri di Onnipotenza di un Serial Killer

 

di Francesco Gandolfi
Friedrich Nietzsche
Friedrich Nietzsche
Uno dei contributi concettuali maggiormente conturbante, destabilizzante e rivoluzionario del secolo passato lo rappresenta senz’altro la ‘volontà di potenza’ espressa da Friedrich Nietzsche.La volontà di potenza può essere descritta come una sorta di impulso volitivo ovvero moto interiore della volontà che si cerca, si insegue, si brama senza sosta, in un sempiterno divenire creativo e distruttivo diretto a trascendere sé stessa.Essa, variamente sfaccettata e dal significato quindi polisemantico, talvolta ossimorico, può assumere una valenza e un connotato intensamente sinistro e oscuro se calata in un contesto sociale.
Infatti la volontà di potenza è movente e sentimento proprio, secondo il pensatore tedesco, della sola classe dominante, nonché ovviamente stigma dell’Oltreuomo, il quale è capace di soppiantare l’imperativo ‘io devo’ e sostituirlo con il potente e puro ‘io voglio’.

Scrive difatti Nietzsche che “(…) Ovunque trovai un essere vivente là v’era anche volontà di dominio (…)”
L’ultima affermazione può essere intesa anche nel senso che solo chi possiede la volontà di istituire e imporre agli Altri propri schemi e regole valoriali, propri modelli assiologici allora può dirsi vivo ovvero considerarsi un essere vivente.Un’interpretazione analoga dell’opera nietzschana deve aver ispirato il Dottor Wilson il quale, nel 1961, pubblicò un esalogo contenente teorie in grado, per l’autore, di fornire una spiegazione plausibile alla genealogia dell’omicidio seriale.
Ebbene, proprio l’idea della ‘volontà di potenza’ spiegherebbe essenzialmente l’istinto e il desiderio di controllo e di dominio assoluto esercitato dall’omicida sulla vittima: per radicare e stabilizzare il proprio fragile e debole Io, l’assassino seriale ha bisogno di sperimentare un delirio di onnipotenza sull’Altro.La teoria di Wilson sembra avvalorata, ad esempio, dalla testimonianza di Donald “Pee Wee” Gaskins, serial killer autore, a suo dire, di più di cento omicidi:
“Ma io non ho nessun rimpianto per come sono andate le mie cose e per la piega che hanno preso gli eventi. Io sono nato speciale e fortunato. Sono una delle poche persone che veramente hanno capito cosa vuol dire la morte e la sofferenza. Io sono dotato di un tipo speciale di mente che mi ha consentito di darmi da solo il permesso di uccidere. Non sono molti gli uomini che hanno il privilegio di vivere una vita così libera e piena di piaceri come la mia. Una volta che tu decidi di uccidere – e non intendo uccidere qualche disgraziato in un bar o in una rissa qualsiasi, io sto parlando di decidere di uccidere chiunque tu voglia, nel momento che lo desideri, dove vuoi e con le modalità che più ti piacciono – una volta che hai superato quella soglia, tu diventi autenticamente libero di vivere la vita nel miglior modo possibile. Da quel momento in poi, sei tu stesso a farti le tue regole e non te ne frega un cazzo di quello che la Legge dice o pensa. Tu non hai paura della prigione e neanche di essere giustiziato.” (da ‘I serial killer’ di Mastronardi-De Luca)
Forse ,lo stesso Nietzsche non avrebbe potuto esplicare così limpidamente il senso autentico della ‘volontà di potenza’.
Ora, stante la continua, incessante, diffusione di aneliti antisociali volti a sopprimere il senso del ‘io devo’ del quale mi sono soffermato all’inizio di questo testo, quanti potenziali Donald Gaskins dobbiamo attenderci?




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