Il lato oscuro del Brasile

Criminologia e globalizzazione

a cura di Giuseppe Guarcini

 L’ intervista a Francine Arioza 

copertina-libroIl Lato oscuro del Brasile.Ormai da decenni assistiamo compiaciuti al continuo sviluppo del fenomeno della globalizzazione. Se in un primo momento fu visto e concepito in chiave europeista, con il passare degli anni il fenomeno, si è esteso a macchia d’olio in chiave mondiale. L’eliminazione dei dazi e delle dogane, la moneta unica europea, il libero movimento di merci e servizi nonché dei flussi finanziari ha di per sé reso possibile uno sviluppo globale europeo e mondiale.
Naturalmente il flusso economico e commerciale è stato accompagnato anche da un incremento degli spostamenti delle persone da un paese all’altro e da un continente all’ altro, in ogni remoto angolo del pianeta. Tutto ciò agevolato dal pedissequo sviluppo dalla rete informatica globale che in maniera concomitante alla globalizzazione ha avvicinato persone di popoli diversi.
Naturalmente il fenomeno ha comportato un notevole incremento di movimenti di persone e con loro, tradizioni, culture, modi di essere.
Nondimeno anche l’aspetto criminalistico-criminologico ha subito notevoli modificazioni, poiché influenzato dalle nuove culture che ne hanno per cosi dire” contaminato” gli aspetti e le modalità.
In questa circostanza ci occuperemo di un aspetto criminologico-criminalistico legato al traffico di organi, al cosiddetto turismo sessuale che di per sé non parrebbe poter essere considerato un fenomeno criminologico ridondante, ma purtroppo va considerato nel suo aspetto peggiore, ovverosia quello che vede coinvolti numerosi minori. Saranno trattati ulteriori aspetti criminologici che potrebbero attraverso lo scambio culturale e di persone essere importati nel nostro paese.
L’avvento della globalizzazione ha permesso il movimento di persone con notevoli potenzialità economiche, in grado quindi prevalere in quei paesi poveri in cui non esiste una distribuzione equa del patrimonio e in cui la moltitudine degli strati sociali versano in condizioni di estrema povertà tra questi, il Brasile.
Oggi incontreremo Francine Arioza autrice del libro “il lato oscuro del Brasile” nel suo libro l’autrice ci invita ad esplorare alcuni aspetti criminologici-criminalistici del proprio paese che spesso le cronache quotidiane non ci tramandano, ma che esistono e che vanno visti e considerati in un ottica particolare.

Francine Arioza
Francine Arioza autrice del libro “Il lato oscuro del Brasile”

Francine Arioza autrice del ” Il lato oscuro del Brasile”

è nata in Brasile a  12 anni si trasferisce a Roma, in Italia.
Fin da piccola coltiva la passione per la criminologia e l’occultismo studiando da autodidatta.
Nel 2014 si laurea nell’università di interpreti e traduttori Gregorio svolge l’ attività di  insegnante, traduttrice e interprete, collabora nella redazione di articoli in siti  web  e riviste  parla cinque lingue. Nel marzo del 2016  il suo rimo libro “Il lato oscuro del Brasile” . Laureata in Mediazione Linguistica Comunicazione Interculturale, consegue il master in traduzione e interpretariato portoghese /italiano. Esperta linguistica, esaminatrice e traduttrice per il “Joint Force Language Test” per la NATO. Esperta in criminologia e scienze forensi, scrive per la rivista BrazilconnecteD, collabora nel programma Vai Vai Brasile Radio onda d’urto.francine.arioza@gmail.com

 Francine,  come nasce nella tua mente “il lato oscuro del Brasile”?
Sono sempre stata una persona molto curiosa e soprattutto amante dell’occultismo e della criminologia ma il motivo principale era rendere noto il lato oscuro sconosciuto da tutti.
La criminologia è amata e studiata da molti ma purtroppo i casi più celebri e discussi sono quelli che riguardano gli Stati Uniti per questo ho voluto scrivere questo libro per dimostrare che non sono solo gli americani che compiono atti atroci e bizzarri. In Brasile ci sono tanti casi molto peggiori ma sconosciuti.

Ci sono aspetti della criminologia che pensi nel tuo paese siano trascurati e ignorati?
Sì, come dico nel libro l’idea di serial killer non è molto discussa in Brasile, diciamo che molte volte “chiudono un occhio” riguardo l’esistenza di un assassino seriale, preferiscono pensare che molti crimini non siano collegati tra loro.

Quanto secondo il flusso turistico ha influito sugli aspetti criminologici/criminalistici del tuo paese?
In Brasile è una delle mete più ricercata al mondo dai turisti e dai turisti sessuali. Ognuno va con un obettivo: molti quello di visitare la città e godere le spiagge, altri invece con lo scopo di “ fare” il turista sessuale praticando molte volte la pedofilia e in futuro il traffico di essere umani portano le donne all’estero con la scusa di una vita migliore. Dall’altra parte il grande flusso di turismo in Brasile aumenta anche la “ violenza” perché molte gang e ladri attaccano principalmente i turisti nelle spiagge, fuori dall’aeroporto o nei centri.
È tutto un circolo vizioso molti vanno per praticare violenza e altri invece aspettano il loro arrivo per praticare quest’ultima.

Finora si è sempre parlato d’influenza esterna ovvero verso il Brasile, è possibile che questa tendenza possa invertirsi?
Purtroppo basta vedere tutto ciò che sta succedendo ogni giorno al mondo e abbiamo una risposta. Nessun paese oramai è immune alle violenze, alle guerre, alle sette ecc.., anche se i paesi più poveri sono sempre quelli più colpiti per quanto riguarda il traffico di organi e il turismo sessuale per mancanza di controlli e d’importanza.

Nel  “il lato oscuro del Brasile” parli di sette sataniche pensi che questo fenomeno possa essere importato in Italia, hai mai notato casi accaduti qui in Italia che possano aver analogie con quelle che accadono nel tuo paese?
Sicuramente sì, in Brasile il satanismo è più conosciuto, parlato e praticato, in Italia invece tutto ciò fa più paura ed è meno discusso soprattutto per la presenza del Vaticano.
In Brasile abbiamo la libertà religiosa per via delle diversissime e numerose religioni lì presenti e questo sta suscitando sempre di più la curiosità degli italiani. Ho conosciuto diverse persone che mi hanno chiesto informazioni riguardo le sette e il satanismo in Brasile, conosco inoltre molti gruppi online di persone che praticano e cercano di conoscere queste religioni.
In Brasile senz’altro ci sono stati più casi di persone morte e/o uccise durante rituali di magia nera ma penso che se le persone continuano a interessarsi sempre di più e a praticare tutto ciò potrebbe succedere qui come in Brasile.
Come si sviluppa il traffico di organi?
Il traffico di organi non si sviluppa solo attraverso internet e deep web ma in Brasile tutto ciò avviene soprattutto nelle strutture sanitarie per i più poveri dove i controlli sono scarsi e molti dei pazienti non hanno neanche una famiglia.
Molte persone senza famiglia e con, arrivano presso queste strutture dopo qualche incidente e misteriosamente muoiono, ovvero fanno credere ai famigliari che sono morti dopo qualche problema ma in realtà vengono uccisi.
In Brasile molti medici e infermieri sono stati accusati di partecipare a delle associazioni criminali internazionali di traffico di organi ma molto spesso il governo tende ad avere difficoltà a crederci nell’esistenza di una cosa simile e a “dimenticare” l’accaduto.
Nel libro parlo di un caso di un ragazzino che venne ucciso per il traffico di organi.

Il turismo sessuale?
Il turismo sessuale è molto più semplice, basta pensare che molti siti e agenzie di viaggi fanno dei pacchetti con prostitute comprese. Ma più spesso il turista arriva in Brasile e fa tutto da solo.

Traffico di organi e turismo sessuale in che maniera internet come fenomeno globale sociale può aver contribuito alla loro recrudescenza?
Sicuramente attraverso il deep web (anche se secondo alcuni sono solo leggende, cosa che io non credo) e attraverso siti d’incontro, facebook e un po’ tutti i social network anche se può sembrare un po’ buffo.
Ci sono stati tantissimi casi di persone che hanno conosciuto qualcuno su internet con la speranza di creare qualcosa e di avere una vita migliore e poi sono sparite nel nulla e mai più ritrovate. Io sono convinta che non siano state solamente uccise ma la loro uccisione aveva degli scopi precisi come il traffico di organi. Ovviamente qui parliamo dello estremo, ma su internet e in tv il Brasile viene descritto come il paese del calcio, del samba e delle belle donne come se ci fosse solo ed esclusivamente questo, in più l’immagine che trasmettono delle donne come “libertine” spingono i turisti ad andare lì con questo scopo. Ci sono addirittura siti tedeschi che propongono pacchetti per il Brasile con una prostituta compresa.

Quali misure sta adottando il Brasile per porre un freno a questi fenomeni?
Purtroppo il Brasile ora sta pensando ad altro o (diciamo che in fondo non ci ha mai pensato a tutto ciò?).
Prima di tutto per molte persone questi casi non sono altro che leggende, in più tendono a combattere la violenza delle gang, la povertà ed ora la corruzione politica.
Non pensavo minimamente ai serial killer, alle sette e al traffico di organi.

Quali pensi possano essere gli aspetti sociali  sottovalutati dalla criminologia in Brasile?
Può sembrare banale ma nella mia opinione non tutti sono pronti a credere che determinate cose possono succedere, non tutte le persone credono al “male”. Molti casi sono considerati solamente delle leggende come per il deep web e il cannibalismo e tutto ciò potrebbe difficoltare a frenare questi fenomeni.
Come succede in Brasile come ho detto prima le persone fanno fatica a credere all’esistenza di serial killers, in Italia fanno fatica a credere a sette che portano all’uccisione, se le persone fanno fatica a credere in questi fenomeni come possono essere combattuti?
Dal momento che non ci credono non faranno nulla per creare associazioni o enti specializzati a combatterli. Basta vedere negli Stati Uniti le varie associazioni esistenti incaricate a combattere i criminali.

In che maniera l’aspetto socio criminologico del nostro paese può essere modificato, influenzato dalle strutture organizzative criminali del Brasile?
Purtroppo in Brasile le cose non sono molto migliori rispetto all’Italia.
Le uniche cose che posso assicurare che siano migliori è la legge “ Maria da Penha” una legge creata specialmente per le donne che vengono picchiate e la legge per quanto riguarda il mantenimento dei figli.
In Brasile se un padre non paga gli alimenti viene subito sbattuto in galera.

Infine quanto in nostro sistema organizzativo criminale ha influenzato quello del Brasile?

Non ci sono particolari influenza, come ho detto prima è praticamente tutto uguale anche se in Brasile non esiste l’ergastolo ma la pena massimo non va al di sopra di 30 anni.Nella mia opinione né il Brasile né l’Italia sono pronti al 100% a combattere in pieno questi fenomeni.

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