Marina Arduini… Al di là del Nulla verso l’archiviazione

Marina Arduini
Marina Arduini
Criminologia – Aspetti nella sua rubrica Al di là del Nulla si occupa della scomparsa di Marina Arduini e pone nuovamente in evidenza come il GAP temporale che si crea dal momento della scomparsa di una persona, alla denuncia, alla ricerca ed alle indagini investigative, possa influire ed essere in maniera  determinate  in maniera purtroppo negativa  negli  ulteriori sviluppi della vicenda.

 

 

 

Per non dimenicare…
di Giuseppe Guarcini
Tra poco saranno trascorsi nove anni dalla scomparsa di Marina.
Trentanove anni, una laurea in economia e commercio, una vita ancora tutta da vivere quella di Marina.
19 febbraio 2007
Marina esce di casa intorno alle ore nove come accade ogni mattina che deve recarsi al lavoro.
Con un socio condivide uno studio di commercialista ubicato a pochi chilometri da casa.
Quella mattina però non si sarebbe recata direttamente al lavoro, prima doveva passare in Questura a Frosinone per sporgere una denuncia.
Certa che non sarebbe arrivata a studio al suo solito orario, inviò un sms alla collega per informarla che sarebbe arrivata più tardi del solito. Subito dopo inviò un altro sms questa volta alla donna delle pulizie, alla quale chiede di confermare il suo arrivo non oltre le ore 13.00.
A bordo della sua Fiat tipo di colore bianco, Marina si avvia in direzione della vicina Frosinone ma non trascorrono più di venti minuti, quando dal suo cellulare parte un altro sms, diretto ancora alla donna delle pulizie e con lei disdice quell’appuntamento fissato poco prima.
Poche ore dopo sarà contattata da una cliente, non emerge l’ora esatta e tantomeno quale cella telefonica agganciò il cellulare in quella circostanza.
Dalla cronaca si rileva che con l’ultimo sms il telefono agganciò una cella della provincia di Frosinone, anche in questo caso però non emerge però l’indicazione della località.
Sono trascorsi appena venti minuti, pochi ma nelle strade poco trafficate della zona si possono percorrere parecchi chilometri. Sarebbe stato interessante conoscere certamente con un margine di approssimazione, la località dalla quale Marina invio il suo ultimo sms per capire la sua direzione di marcia e magari appurare quanta strada aveva percorso.
Magari avrebbe aiutato a capire se non distante da casa c’era qualcuno ad aspettarla, qualcuno che conoscesse le sue abitudini con cui si è fermata a parlare e che chissà, in un modo o nell’altro riuscì farle cambiare idea e modificare i suoi impegni nell’arco del giorno. O chissa! …qualcuno con cui si era accordata nelle telefonate della sera prima.
Certo, può apparire strano che possa essersi preoccupata di modificare l’appuntamento con la donna per le pulizie fissato per le tredici e non informare la sua collega che comunque, si l’aspettava più tardi del solito ma sicuramente molto prima delle tredici.
Marina comunque non arrivò mai in Questura per sporgere quella denuncia di cui nessuno conosceva il contenuto.
Alle 12.00 un’amica racconterà di averla vista parlare animatamente al cellulare nel sottopassaggio della stazione termini di Roma. In effetti dall’analisi dei tabulati, risulterà che il suo cellulare dalle 11.26 alle 11.49 ha agganciato le celle telefoniche della stazione termini.
Sorgono dubbi in merito alla dichiarazione dell’ amica, perché l’abbigliamento descritto non corrisponde a quello di Marina, il giubbotto bianco che a suo dire indossava, fu trovato a casa nell’armadio in cui Marina teneva i suoi abiti.
Però le celle telefoniche confermano la presenza del suo cellulare alla stazione termini.
Non emerge dalle cronache se gli inquirenti all’epoca visionarono le immagini registrate dalle telecamere collocate all’interno della stazione termini onde verificare l’eventuale passaggio di Marina nella stazione ferroviaria della capitale,
Alle ore 15.00 circa il suo cellulare però agganciò una cella e indica trovarsi tra Gaeta e Formia, alle 17.10 prima di spegnersi definitivamente, aggancia le cella telefonica di Salerno.
Naturalmente quando si parla di “agganciare” non emerge se dal telefono di Marina fossero partiti messaggi o telefonate, o magari gli inquirenti cercassero di ricostruire il percorso attraverso l’analisi delle celle lungo un ipotetico percorso.
Ricapitolando quindi, ore 9.20 nei pressi di casa invia l’ultimo sms, tra le ore 11.26 e le 11.49 Roma termini, 15.00 tra Gaeta e Forma ed infin 17.00 Salerno
Negli orari descritti, ci sono treni che partono da Roma per Formia da cui poi si possono trovare coincidenze per Salerno in base all’aggancio delle celle telefoniche descritte, poteva trattarsi:

orari di partenza da Roma termini: 13:36 arrivo a Formia 15:08

  14:26 arrivo a Formia 15:30

ora di partenza del treno da Formia 15:34  arrivo  a Salerno  17:26

Esiste un treno precedente delle ore 12.12 da Formia ma prevede un cambio alla stazione FS di Napoli campi Fregrei.
Marina Però avrebbe potuto anche servirsi dei treni Diretti da Roma termini a Salerno. La tratta di percorrenza prevede sempre il passaggio per Formia e, sempre per restare nell’orbita degli orari di “aggancio” delle celle telefoniche di Formia- Gaeta e poi Salerno,  poteva trattarsi dell’Intercity che parte da Roma termini alle 14.26 e arriva Salerno alle 17.20.
Il convoglio percorre la tratta di Formia e, da un riscontro effettuato sugli orari di aggancio delle celle telefoniche di Gaeta – Formia e poi Salerno, si può rilevare che il treno entra in zona Gaeta intorno alle ore 15.00 ed arriva a Salerno alle 17.26 dieci minuti circa l’aggancio delle celle di Salerno, ci sarebbe dunque una certa corrispondenza di orari.
Sicuramente gli inquirenti avranno ripercorso questi itinerari e stabilito questa corrispondenza. Ancora meglio se d’accordo con i gestori telefonici avessero stabilito l’esatta coincidenza di aggancio delle celle telefoniche.
D’altronde, perché prendere il treno per Formia e poi cambiare, ammesso che in quella stazione FS non avesse appuntamento con qualcuno, anche se, non occorre trascurare il fatto che  anche  con il regionale delle 13.36 il suo telefono avrebbe agganciato le celle di Gaeta Formia intorno alle 15.00 cosi come effettivamente accaduto, da Formia poi avrebbe potuto cambiare e prendere l’Intercity 555 il cui arrivo a Salerno è previsto alle ore 17.20.
L’ARRIVO DI MARINA A ROMA
Roma TerminiMarina però a Roma com’è arrivata?
A questo punto bisogna tener conto di un particolare che ci fa rivalutare la vicenda ex post e cioè, che la macchina di Marina fu fatta ritrovare a seguito di una telefonata anonima ai Carabinieri di Cinecittà, nel parcheggio in piazza Aruleno Celio Sabino sempre a Roma, nel quartiere Tuscolano, una località non molto distante dal parco degli Acquedotti, localizzata tra le due stazioni metro di Cinecittà e Lucio Sestio.
Che Marina non trovando Parcheggio fosse arrivata in quella piazza e da li si fosse diretta alla fermata metro di Lucio Sestio o cinecittà per recarsi a Roma termini?
Proviamo a pensare che per un attimo che se l’amica l’avesse effettivamente vista, sarebbe plausibile la ragione per cui Marina doveva trovarsi nel sottopassaggio, magari mentre risaliva dalla metro, ma un interrogativo resta: chi oltre a lei poteva sapere doveva aveva parcheggiato la sua auto?
I familiari dicono che non si sarebbe mai avventurata in un viaggio cosi lungo con la sua auto perché era datata ed era diventata poco affidabile…però la macchina era a Roma, e come c’è arrivata?
Non si trattava poi di un viaggio così lungo, per arrivare esattamente nella zona dove l’auto e stata rinvenuta, da Frosinone con poco traffico s’impiega circa un’ora. Si tratta di percorrere poco più di settanta chilometri per lo più in autostrada, tenendo conto che un minimo di traffico si può incontrare nel breve tratto di traffico cittadino che avrebbe dovuto affrontare per arrivare al parcheggio il successivo tratto da percorrere  in metro, Marina per le 11.26 poteva benissimo trovarsi alla Stazione Termini cosi come emerso dalla localizzazione del suo cellulare.
Ma l’interrogativo resta ancora in piedi, chi sapeva dell’auto?
Immaginiamoci di dover raccontare a qualcuno dove abbiamo parcheggiato la nostra auto, non ci soffermeremmo lì a descrivere con esattezza dove, ma solo ad indicare che so, una piazza vicino alla fermata della metro.
Chi fornì l’indicazione anonima ai carabinieri conosceva l’esatta ubicazione dell’ auto. L’avrà portata lì in un secondo momento? quella mattina viaggiò in compagnia di Marina? O magari non era la prima volta che Marina frequentava quella zona.
Soprattutto perché fare in modo che fosse rinvenuta? Senza la sua telefonata anonima sarebbe rimasta lì chissà per quanto altro tempo ancora.
Dagli accertamenti esperiti dal RIS disposti dalla magistratura, non sono emersi elementi utili ai fini delle indagini.
Per un attimo però  torniamo a ragionare come se l’auto non fosse stata rinvenuta e che quindi si fosse spostata con altri mezzi. Ebbene,  uscendo a casa a quell’ora da Frosinone avrebbe potuto  prendere o il treno delle 10.02 oppure quello delle 10,07  e quindi arrivare a Roma e agganciare le celle telefoniche della Stazione Termini entro l’ora che emerge dai tabulati analizzati dagli inquirenti (11.26-11.49). Con macchina o senza macchina Marina poteva benissimo trovarsi presso la Stazione Termini quella mattina
Conclusioni
Si dice, si pensa che qualcuno abbia portato “ a spasso” il cellulare di Marina per sviare le indagini. A questo punto sarebbe importante sapere a che ora fu contattata al cellulare dalla cliente.
E’ emerso che la telefonata le giunse alcune ore dopo l’sms inviato alla donna delle pulizie, se cosi fosse beh, alcune ore dopo il telefono di Marina aveva già agganciato le celle della Stazione Termini, quindi chi altro poteva avere il telefono se non lei.
Come ho avuto già modo di scrivere in Al di là del Nulla il primo articolo della serie dedicato alle persone scomparse, il GAP temporale nella vicenda di Marina ha notevolmente influito sulle indagini.
Pensare  inizialmente che si fosse trattato di un allontanamento volontario, di una fuga d’amore, condusse gli inquirenti ad omettere importanti rilievi di carattere tecnico e documentali, non più possibile da effettuare dato il lungo tempo trascorso dall’evento. Basti pensare ai dati telefonici che i gestori distruggono di anno in anno, o magari dati rilevabili da telecamere di sorveglianza non più rinvenibili.
Le indagini proseguono, a seguito di misteriosi accadimenti la Procura della repubblica di Frosinone ha riaperto il fascicolo precedentemente archiviato non rubricandolo più come allontanamento volontario, ma omicidio.

Oggi purtroppo ancora un nulla di fatto è emerso dalle indagini il che  può condurre all’inesorabile archiviazione del caso.




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