L’APOTEMNOFILIA- Body Integrity Identity Disorder

Francine Arioza
Francine Arioza

Francine Arioza torna a corredare al sua rubrica con un nuovo articolo,  ebbene se tra di voi c’è ancora  chi vive nella convinzione  che un corpo perfetto rappresenti il senso classico della bellezza, in grado di  scatenare le passioni più violente, leggendo l’articolo di Francine dovrà fare mente locale e tornare sui suoi passi.

L’APOTEMNOFILIA

di Francine Arioza

apotemofiliaL’apotemnofilia è una condizione psichiatrica in cui l’individuo sente un desiderio irrefrenabile di amputare uno o più membri che per loro non sono considerati parte del loro corpo.
Le persone affette da questo disturbo dicono che sono molto invidiosi quando vedono un amputato. Ci sono stati casi documentati di persone che si sono fatti investire da un treno per auto danneggiarsi così di in conseguenza dell’incidente dovevo essere soggetti ad amputazione di quelle parti del corpo  che non accettavano.
L’apotemnofilia, non si limita solo al desiderio di amputare gli arti ma può essere anche un desiderio di essere sordo, cieco, paralizzato e in alcuni casi usare le stampelle o sedie a rotelle per fingere di essere disabile.
Diverse sono le teorie circa le cause  da cui l’ apotemnofilia può scaturire, oggigiorno però l’origine certa  di questo disordine mentale è ancora del tutto sconosciuta. Una teoria suggerisce che un bambino dopo aver visto un amputato lo considera un essere perfetto e cresce con questa idea di diventare disabile. Un’altra teoria popolare suggerisce che un adulto che non si sente amato crede che diventare disabile attirerà la simpatia e l’affetto di cui ha bisogno. La teoria biologica suggerisce che il disturbo è una condizione neuropsicologico che presenta un’anomalia nella corteccia cerebrale.
Le persone con questo disturbo si sentono incomplete con tutti i membri e si sentono sollevate solo dopo l’amputazione. Sanno esattamente quale membro dovrebbe essere amputato per alleviare le loro sofferenze. Chi ne è affetto vive in un inferno tutto particolare: il malato percepisce uno o più dei suoi arti come non facenti parte del suo corpo. Questa sensazione diviene talmente insopportabile da far tentare al malato delle auto-amputazioni artigianali. Le persone affette da questa sindrome pregano sempre più insistentemente al proprio medico di procedere con un’asportazione chirurgica dell’arto, ovviamente questo tipo di operazione chirurgica non è possibile, in quanto la salute del paziente non solo non è in pericolo, ma verrebbe anzi compromessa definitivamente dall’operazione stessa.
Un chirurgo inglese ha causato furiose polemiche quando ha cominciato ad accettare di operare, soltanto dopo attenta analisi psicologica e fisica, pazienti da tutto il mondo.
Si tratta di David Openshaw, un australiano di 28 anni affetto da apotemnofilia. Per soddisfare il suo desiderio David ha messo il suo arto in un secchio di ghiaccio fino a a danneggiarsi per essere amputato dai medici. Dice che ora è molto felice con la sua protesi perché per lui che la gamba non era parte del suo corpo.

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