AL DI LA’ DEL NULLA

 La ricerca delle persone scomparse

 

di Giuseppe Guarcini

 

nulla….prosegue il percorso attraverso un fenomeno la cui recrudescenza ha via via delineato un aspetto di rilevante importanza anche in considerazione del numero delle persone scomparse.
Maggiore attenzione verrà riposta alle metodologie di indagini e di ricerca, anche attraverso l’intervento di esperti nei settori che un’ indagine di ricerca può in qualche modo interessare.

Con io appartengo all’acqua” l’autrice Michela Donvito è riuscita, nella sua forma descrittiva e cronachistica, a farci ripercorrere la vicenda tristemente nota della scomparsa di Ylenia Carrisi.
Ogni singolo evento descritto ha provocato un alternarsi di sensazioni: timore, ansia ed infine la buia rassegnazione che, nonostante tutto, non riesce a sopraffare la luce tremula mantenuta viva dalla speranza.

 

 

LA CRITICITA’ DELL’EVENTO

Le indagini concernenti alle metodologie di ricerca di una persona scomparsa soprattutto quando riguardano un adulto, spesso si generano accompagnate da un gap temporale difficile da colmare.
Non sempre i familiari pensano al peggio.
Una persona esce di casa al mattino e solitamente fa rientro alla sera, quindi non ci si preoccupa; magari tarda, può capitare, trascorre la notte e solo mattino del giorno successivo, si informano le autorità della scomparsa.
Sono trascorse circa 24 ore, tante.
E’ pur vero dell’ esistenza di tipologie di tracce che non sono soggette a dispersione, cosiddette di livello tecnico (telematiche, elettroniche, banche dati). Tuttavia è altrettanto possibile che alcune tracce, in grado di rilevarsi fondamentali, se non rilevate in un dato lasso di tempo, soprattutto se collocate in ambienti esterni, rischiano di deteriorarsi, disperdersi anche a causa dell’azione di agenti atmosferici.
Basti pensare ad una traccia lasciata dagli penumatici, un’orma, un’impronta digitale in un ambiente esterno, una pioggia abbondante rischia di renderli inutilizzabili, le molecole nell’aria rischiano di dissolversi, rendendo difficile il lavoro di ricerca dei cani addestrati per questo tipo di attività, o magari l’autovettura della vittima, spesso abbandonata rischia essere oggetto di atti vandalici, provocando l’inutilizzabilità di indizi fondamentali che altrimenti potevano essere rinvenuti e rilevati.
D’altronde occorre pur sempre considerare che, solo a seguito della denuncia di scomparsa potrà essere proclamata la criticità dell’ evento.
Naturalmente ciò emerge maggiormente quando si tratta di persone adulte.
Nel caso di bambini, il gap temporale per fortuna viene meno, poiché il livello di preoccupazione nel familiare raggiunge il suo apice dopo brevissimo tempo dalla scomparsa se non nell’immediatezza, di conseguenza le autorità vengono subito allertate.

DISPOSIZIONI PER LA RICERCA DELLE PERSONE SCOMPARSE
-Legge 14 novembre 2012 nr.203-

Nella scomparsa di una persona adulta stabilire la criticità dell’ evento appare dunque di vitale e fondamentale importanza.
Sino a quando si continua a pensare trattarsi di una bravata, un momento no o alla fatidica fuga con l’amante, si crea una situazione cosiddetta di attesa, in cui non si contestualizza alcuna dinamicità nelle indagini e ciò sicuramente può nuocere al successivo sviluppo dell’ iter investigativo.
Diviene pertanto di fondamentale importanza che i familiari siano in grado di valutarne sin da subito la gravità, quindi recarsi dalle autorità competenti per sporgere la relativa denuncia ex art. 333 c.p.p., senza avere timore di creare farsi allarmismi, onde evitare il sorgere di ritardi nell’intraprendere l’attività di ricerca che possono rivelarsi letali per il loro buon esito.
L’allarme sociale, dettato anche dall’attenzione rivolta dei mass-media ai numerosi casi di persone scomparse, ha spinto il nostro legislatore a varare un compendio normativo, la legge n.203 del 14.11.2012, recante le diposizioni per la ricerca di persone scomparse (la legge n.203 del 14.11.2012).
Composta da sette articoli, in essa sono contenute le norme concernenti i criteri da adottare qualora pervenga la denuncia della scomparsa di una persona.
Emerge evidente l’elemento di raccordo affidato al Prefetto, sui cui grava il compito di coordinare tutti i soggetti coinvolti nella ricerca tra cui: il corpo dei vigili del fuoco, la protezione civile le associazioni di volontariato.
Un intervento normativo simile era stato peraltro anticipato con la circolare commissariale nr.832 del 2010, che dettava disposizioni tendenti ad omogenizzare, o meglio, creare un protocollo di intervento mediante l’attuazione di un Piano provinciale da attuare in caso di denuncia di persone scomparse.
La legge n.203 nel secondo comma dell’art.1, prevede contestualmente alla denuncia di scomparsa, l’inserimento nella banca dati (Ri.sc.) che concerne alle persone scomparse di tutti quegli elementi utili alla loro identificazione anche di quegli elementi utili ad agevolare le attività di confronto in sede autoptica con eventuali cadaveri rinvenuti e non identificati.
Nel quarto comma si rinvengono inoltre ulteriori disposizioni tra cui quelle di raccordare l’intervento del personale affidate al commissario straordinario per le persone scomparse con il coinvolgimento degli organi di informazioni.
Naturalmente restano ferme le competenze dell’ Autorità Giudiziaria competente, nonché degli organi di polizia, i quali potranno avvalersi dell’apporto del locale ufficio prefettizio competente.

LE ATTIVITA’ DI RICERCA

Essa deve essere imperniata in due principali settori :la icerca investigativa e la ricerca fattiva sul territorio. I due ambiti investigativi devono svilupparsi in maniera pedissequa.
Un settore di ricerca deve dimostrarsi in grado di alimentare l’altro.
Dall’attività investigava svolta dalle Forze di Polizia, possono derivare elementi in grado di indirizzare le squadre di ricerca sul territorio, viceversa dagli elementi rinvenuti dalle squadre di ricerca, possono derivare input fondamentali a caratterizzare l’esito delle investigazioni e quindi dirigerle verso determinate direzioni.
Appare, dunque, di fondamentale importanza il coordinamento delle varie componenti e, di conseguenza, l’instaurazione di un gruppo di lavoro in grado di imprimere target precisi, in grado evitare ricerche svolte in modalità cosiddette random dannose al concreto sviluppo delle indagini.
Quindi va ribadita la contemporaneità nelle attività, e coordinamento tra gli organi che le eseguono.
E’ altrettanto importante trasmettere al personale interessato nelle ricerche le giuste motivazioni.
Si può verificare nella fase iniziale delle ricerche che il personale non sia sufficientemente motivato perché, spesso, si parte dal presupposto che prima o poi la persona torni, che possa trattarsi di una banale fuga quindi il livello di concentrazione può non essere lo stesso che si instaura in un caso di omicidio o sequestro di persona o un delitto in cui la tragicità dell’evento è contestuale e non supponibile.

Nel prossimo articolo….

Le attività di indagini: la ricerca fattiva sul territorio, l’importanza della suddivisione in quadranti del territorio fatto oggetto di ricerca , l’assegnazione dei quadranti e l’attività di ispezione, l’utilizzo tecnologia nella ricerca sul territorio.

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